Riassunto Canto Inferno 19 – Dante e Virgilio giungono nella terza bogia,
dove sono puniti i simoniaci, cioè coloro che fecero commercio di cariche religiose e beni spirituali, causando la corruzione della Chiesa. I dannati sono conficcati in buche ricavate nella pietra: la testa e il busto stanno dentro la roccia mentre le gambe sporgono grottescamente in fuori; le piante dei piedi sono bruciate dalle fiamme. Ogni volta che arriva un nuovo peccatore, questi spinge più giù dentro le fessure della pietra quello che spingeva fuori, prendendone il posto Virgilio conduce Dante vicino alle buche per fare in modo che egli possa parlare con un dannato che, agitando le gambe, dentro le fessure della pietra quello he sporgeva fuori, prendendone il posto Virgilio conduce Dante vicino alle buche per fare in modo che egli possa parlare con un dannato che, agitando le gambe e i piedi infuocati più degli altri, a richiamato la sua attenzione. E’ Niccolò III, papa dal 1277 al 1280, che accumulò ricchezze e distribuì cariche ecclesiastiche ai suoi familiari Egli crede che Dante sia Bonifacio VIII, giunto a prendere il suo posto. I dannati, infatti, hanno la facoltà di predire il futuro: Niccolò sa ce Bonifacio verrà condannato all’Inferno per peccatori simili ai suoi. Dante scioglie immediatamente il dubbio del dannato, che predice che a prendere il posto di Bonifacio nella buca della terza bolgia sarà un papa ancora più corrotto, Clemente V. La reazione di Dante è dura e solenne: egli pronuncia una vera e propria invettiva contro coloro che hanno determinato la decadenza della Chiesa, tradendo in tal modo il mandato di Cristo a Pietro e, dunque, la vocazione originaria delle istituzioni ecclesiastiche, Dante risale così fino alla donazione della città di Roma che l’imperatore Costantino fece a papa Silvestro: essa fu il primo nucleo del potere temporale della Chiesa e, dunque, l’origine della sua corruzione.
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