giovedì 30 luglio 2015

Riassunto Canto Paradiso 7

Riassunto Canto Paradiso 7 – Giustiniano intona l’Osanna in lode di Dio, poi, insieme alle altre anime si allontana. Beatrice intanto si accorge di un nuovo dubbio che sorge nella mente di Dante: perché è stato giusto punire gli ebrei per la crocifissione di Cristo con la distruzione di Gerusalemme? La morte di Gesù non era necessaria a vendicare l’offesa subita da Dio con il peccato originale? A causa della sua superbia, risponde Beatrice, Adamo condannò  l’intera umanità al peccato, fino a quando Dio non si incarnò in Cristo. La sua morte fu giusta se si guarda alla sua natura umana, ma risulta ingiusta e si considera la sua natura divina che gli ebrei si rifiutarono di riconoscere. Per questo essi furono, poi, puniti.
Sorge in Dante un nuovo dubbio: perché Dio scelse di sacrificare il proprio figlio per salvare l’umanità? Beatrice risponde immediatamente: da solo, l’uomo l’uomo non sarebbe stato in grado di riparare alla colpa di Adamo. Per questo Dio intervenne con giustizia e misericordia, e, offrendo Cristo, nobiltà la natura umana con l’incarnazione. L’ultima parte del discorso di Beatrice riguarda la natura delle creature. Ciò che Dio ha creato direttamente è incorruttibile. Gli elementi, invece, ricevono la forma dai cieli: sono soggetti, dunque, a corrompersi. L’anima dell’uomo, infusa dalle mani del Creatore, è perfetta e non deperisce, proprio come il corpo che, infatti, risorgerà nel giorno del Giudizio.

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