Riassunto Canto Inferno 18 – Il canto si apre con la descrizione di Malebolge, ottavo cerchio dell’inferno, dove sono puniti i peccatori di frode vero chi non si fida. Il cerchio è suddiviso in dieci bolge, buche circolari e concentriche, al modo dei fossati che circondavano i castelli. Esse sono collegate da una serie di ponticelli di pietra, simili a ponti levatoi, che convergono verso il centro. Al fondo di Malebolge si trova un pozzo largo e profondo che costituisce l’ultimo tratto della voragine infernale.
Dante e Virgilio riprendono il loro cammino. Nella prima bolgia sono puniti i ruffiani e i seduttori: i dannati, frustati da diavoli cornuti, sfidano sotto di loro nelle due direzioni opposte, Dante riconose uno dei peccati, il guelfo bolognese Venedico Caccianemico. Punito tra i ruffiani, egli conviene col denaro la sorella Ghisobella a offrirsi al marchese Obizzo d’Este. I due poeti proseguono oltre e arrivati a un ponticello si svoltano a osservare la schiera di dannati che procede nella direzione opposta: tra essi l’eroe greco Giasone, che, secondo il mito, capeggiò la spedizione degli Argonauti per conquistare il montone dal vello d’oro.
Egli ingannò e sedusse la giovane Isifile, e abbandonò la moglie Medea. Il personaggio mantiene una sua grandezza, ma il suo alone di regalità contrasta con la meschnit delle sue colpe.
Dante e la sua guida giungono infine alla seconda bolgia dove sono puniti gli adultori. Il paesaggio è orribile: le pareti rocciose sono incrostate di una muffa creata da sensazioni maleodoranti; i dannati, che emettono forti soffi dalla bocca e dalle narici, stanno immersi nel llo sterco e si percuotono il corpo con le palme delle mani. Tra essi vi sono Alessio Interminelli, guelfo lucchese contemporaneo di Dante, e la prostituta Taide, protagonista di una commedia del poeta latino Terenzio.
Nessun commento:
Posta un commento