giovedì 30 luglio 2015
Riassunto Canto Purgatorio 28
Riassunto Canto Purgatorio 28 – Dante, alla presenza di Virgilio e Stazio, si avvia nella selva sulla sommità del Purgatorio: è un luogo incantevole, percorso da un venticello soave e costante, ombreggiato da alberi rigogliosi, allietato dal canto egli uccelli. Procedendo, il poeta si imbatte in un ruscello dalle acque straordinariamente limpide: si ferma alla sua sponda e vede al di là di essa, una donna solitaria, d’aspetto nobile e bello, che canta e coglie fiori (solo nell’ultimo canto del Purgatorio): Le chiede perciò d avvicinarsi, in modo da poter capire le parole che intona: la donna, con leggero passo di danza, si avvicina e sorride pudicamente, piena di amore spirituale. Quindi, si dice pronta a soddisfare le richieste di Dante. Il poeta è stupito di percepire il vento e di vedere scorrere del’acqua poiché, a quanto sa, sulla vetta del monte non ci sono quelle perturbazioni che potrebbero crearli. Ci è vero, spiega Matelda: infatti, il vento è prodotto dal ruotare dei cieli, la cui aria, percuotendo la selva, ne muove i rami, si impegna dei suoi semi e li fa cadere, poi, su tutto il pianeta. Quanto all’acqua, essa scaturisce da una fonte regolata direttamente da Dio, anche dal ciclo delle piogge. Da essa si originano due fiumi: il Lete, presso il quale è Dante, che permette di dimenticare i peccati commessi, e l’Eunoè, che dà il ricordo delle sole azioni buone compiute in vita. Questo luogo è l’Eden o Paradiso terrestre, creato da Dio per la felicità dell’uomo, e penduto per la colpa di Adamo ed Eva. Qui tutto è perfetto e, aggiunge Matelda, è forse proprio questa selva che immaginarono gli antichi poeti parlando dell’età dell’oro. Dante si volta verso Virgilio e Stazio che. colto l’omaggio rivolto a loro, sorridono; quindi torna a guardare la donna.
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