Riassunto Canto Purgatorio 21 – Dante è ancora preso dallo stupore e dalla curiosità per il terremoto e per l’improvviso risuonare dall’inno di cui ha narrato nel finale del canto precedente.
All’improvviso, si presenta loro uno spirito, solo e non affitto da pene. Virgilio gli narra di venire dal Limbo e di accompagnare Dante, ancora vivo, all’Eden; poi, chiede informazioni su quanto è accaduto. L’anima spiega che in Purgaotiro non ci sono alterazioni atmosferiche o naturali, e che il monte trema quando un’anima si sente finalmente purificata: allora tutti gli spiriti purganti, per celebrare l’evento, intonano un canto di Gloria. In questo caso, è stato lui ad aver compiuto il proprio percorso: dopo cinquecento e pi anni di pene, si è sentito libero da ogni scoria di peccato. Virgilio allora, gli chiede chi sia.
Inizia qui la parte di canto analizzata. Si tratta del latino Stazio, autore della Tebaide e dell’Achilleide: egli divenne poeta per la grande ammirazione nutrita per Virgilio, che rimpiange di non aver conosciuto di persona, essendo nato dopo la sua morte. Dante sorride, perché Stazio non sa che Virgilio è proprio lì davanti a lui, e, sebbene la sua guida gli faccia cenno di trattenersi, non ci riesce. Stazio si stupisce di questa reazione e Dante gli rivela l’identità di Virgilio. Per Stazio l’emozione è tale che egli, dimenticando di essere uno spirito senza corpo, si china per abbracciare le gambe del poeta tanto amato: e questi, che fraternamente gli ricorda la loro natura incorporea, si sente rivolgere una sincera dichiarazione di affetto.
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