Il Paradiso Terrestre di Dante – La maggior parte delle religioni ha risposto a uno dei bisogni primari dell’uomo, cioè quello di avere un’immagine dell’aldilà. E’ per questo motivo che si trova in numerosissime religioni, da quelle più antiche a quelle di nascita più recente, la rappresentazione del Paradiso, le cui origini sono remotissime. La parola “paradiso” deriva da un termine dell’antico persiano, paraidaeza, che letteralmente significa recinto, quindi anche parco o giardino. Il termine eden deriva invece dal sumero ed ha significato analogo. Descrizioni di giardini simili si ritrovano in n numerosi miti della creazione, da quelli sumero babilonesi a quello biblico narrato nel libro della Genesi.
Nella tradizione reco-romana presentano analogie con le rappresentazioni del Paradiso terrestre sia il mito dell’età dell’oro, in quello delle isole dei beati e dei campi Elisi. Il mito dell’età dell’oro si trova già in Esiodo e Omero: la storia dell’uomo sarebbe caratterizzata da una progressiva degradazione, per cui a un’epoca originaria, in cui l’uomo viveva in armonia insieme alle divinità, seguirono una serie di et sempre più corrotte La caduta da quello stato di percezione fu causata dal furto del fuoco compiuto dal titano Prometeo. Un’analoga suddivisione delle età del mondo si ritrova anche nell’induismo
Mentre il mito dell’età dell’oro è una visione della storia umana, le isole dei beati e i campi Elisi costituiscono invece delle vere e proprie rappresentazioni spaziali dell’aldilà: si credeva, infatti, che qui trovassero la pace dopo la morte le anime dei giusti. Sia e isole sia i campi Elisi erano descritti come luoghi illuminati da una luce soffusa e ricchissimi di vegetazione: sarà questa, anche in Dante, la rappresentazione del Paradiso terrestre. C’è dunque, una differenza fondamentale tra l’età dell’Oro e questi luoghi che figurano parte dell’aldilà la prima è un tempo perduto una condizione originaria dalla quale l’uomo si è allontanato; i secondi sono dei luoghi veri e propri, in cui si consuma uno stato di beatitudine e pace.
Nella tradizione ebraico-cristiana il mito del Paradiso terrestre presenta sia la dimensione temporale, sia quella più propriamente spaziale. Esso è infatti il bellissimo giardino, ricco di acque e vegetazione, on cui originariamente l’uomo viveva in armonia con Dio, e dal quale venne cacciato in seguito all’infrazione del divieto di non mangiare dall’albero della conoscenza. Il brano seguente, tratto dalla Genesi, presenta la descrizione dell’Eden.
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