venerdì 31 luglio 2015

Riassunto Canto Paradiso 17

Riassunto Canto Paradiso 17 – Esortato da Beatrice, chiede a Cacciaguida che gli chiarisca le allusioni ce, all’inferno e in Purgatorio, alcuni spiriti hanno fatto sul loro futuro sventurato. L’avo precisa anzituttto che egli vede nella mente di Dio ciò che accadrà, senza che questi neghi il libero arbitrio degli uomini. Quindi, spiega a Dante che sarà esiliato ingiustamente da Firenze per le trame dei Guelfi neri e di papa Bonifacio VIII che, pure, poco dopo saranno puniti da Dio. Dante lascerà cose care, costretto a cercare altrove ospitalità: ma a pesargli sarà soprattutto la soltezza dei suoi compagni di sventura che prima lo attaccheranno, poi periranno nel tentativo di rientrare con le armi a Firenze. Dante verrà ospitato a Verona da Bartolomeo e da Cangrande della Scala: a quest’ultimo spetteranno fama e gloria, sia per la sua onestà, sia per l’appoggio che dar all’imperatore. Nonostante le sue sciagure, Dante non dovrà però essere risentito con i suoi concittadini Il poeta, che si appresta a tollerare quelle pene, chiede allora n altro consiglio all’avo. Se dirà tutto quello che ha visto nell’oltretomba, si procurerà molti odi: dovrà dunque tacere la verità, per proteggersi, o sfidare le ire dei contemporanei, per conquistarsi una gloria futura? Cacciauida spiega che, anche se fosse reticente non per questo Dante si farebbe meno nemici: dunque, non abbia timore, e riveli ogni cosa. Se del resto ha visto tanti spiriti famosi, è perché solo le loro vicende possono colpire l’immaginazione dei vivi e indurli a mutare comportamento.

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