Riassunto Canto Paradiso 25 – Dante esprime il desiderio di tornare a Firenze e ricevere la corona di poeta del battistero: la fede che allora ricevette è anche quella che costituisce il fondamento del suo poeta.UN’altra sfera luminosa si distacca dal gruppo degli spiriti trionanti e si avvicina: è san Giacomo apostolo. Beatrice gli chiede di celebrare la seconda virtù teologale, la speranza, interrogando Dante. Giacomo invita il poeta a sollevare lo sguardo, poi gli chiede cosa sia la speranza, quanta egli ne abbia e da dove gli derivi. Beatrice interviene, rispondendo alla seconda domanda al posto di Dante, affinché egli non pecchi di superbia: la Chiesa militante non ha un figlio più pieno di speranza di lui Poi, gli lascia la parola.
La speranza, dice il poeta, è l’attesa certa della beatitudine futura, che deriva in eguale misura dalla grazia divina e dal merito individuale. A infondergliela, furono per primi i Salmi di Davide e l’Epistola dello stesso san Giacomo. Quest’ultimo si illumina compiaciuto; poi, chiede ancora quale sia l’oggetto della speranza. Dante risponde che è la beatitudine, come è affermato nelle Sacre Scritture.
I beati intonano un salmo e iniziano a danzare. Un’altra sfera luminosa si distacca dalla corona danzante e si fa avanti, mettendosi accanto a san Pietro e san Giacomo.
Beatrice lo presenta: è san Giovanni Evangelista, al quale Gesù dalla croce affidò la Madonna. Dante fissa lo sguardo sul santo, per cercare di vedere attraverso la luce. Giovanni lo avverte che il suo corpo è sepolto sulla terra e lì resterà fino al giorno del Giudizio: nell’aldilà, solo Cristo e Maria conservano ia carne sia spirito, perché furono assunti a cielo. Dante, continua il santo, dovrà riferire questa verità verso Beatrice, ma il suo splendore è tale che non riesce a sostenerne la vista.
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