Riassunto Canto Paradiso 5 – Beatrice risponde alla domanda posta da Dante nel canto precedente, e ciò se si possano compensare in qualche modo i voti mancati. Il dono più grande che Dio ha elargito l’uomo è la libertà del volere. I voti, che l’individuo sceglier spontaneamente di stringere, hanno un valore inestimabile, perché sono il segno più alto di questa libertà concessa da Dio: attraverso il voto è come se l’uomo restituisse al Creatore una parte della libertà ricevuta da lui: Per questo motivo, nel omento in cui si viene meno al voto è come se si tradisse questo patto fondato sul principio della libertà. Non esiste alcun compenso adeguato che possa riparare questa infrazione. Se l’uomo presume di poter usare ancora bene la propria libertà si inganna come se presumesse di poter fare buon uso di qualcosa che ha rubato.
Beatrice risponde a un altro eventuale dubbio di Dante: come mai la Chiesa, allora può dispensare dai voti. Ogni voto comprende una materia – ciò che si promette – e un atto formale vero e proprio, che sarebbe la promessa solenne fatta a Dio. Quest’ultima non potrà mai essere cancellata, mentre la materia di cui è fatto il voto in alcuni casi può essere sostituita. Tale sostituzione va sempre fatta con il permesso del’autorità ecclesiastica.
Ma restano dei voi il cui peso è inestimabile e che non possono essere eguagliati. Per questo motivo Beatrice esorta accoratamente i cristiani a non fare voti avventati.
Beatrice, a questo punto, volge lo sguardo verso il sole e ascende insieme a Dante il secondo cielo. Qui li accoglie una moltitudine di luci, dall’interno delle quali provengono delle voci. Uno degli spiriti si rivolge a Dante, invitandolo a chiedergli tutto ciò che desidera sapere. Il poeta chiede allo spirito chi sia e perchè si trovi in quel cielo. Il beato diventa ancoa più lucente di prima e si appresta a rispondere.
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