giovedì 30 luglio 2015

Riassunto Canto Paradiso 3

Riassunto Canto Paradiso 3 – Giunto nel cielo della Luna, Dante sta per parlare a Beatrice quando è distratto da una visione diafana e impalpabile di beati. Credendo si tratti di immagini riflesse, si volta alla ricerca dei corpi che dovrebbero proiettarle: ma Beatrice sorride del suo errore,poiché il poeta abituato al mondo terreno, non ha compreso che è di fronte a puri spiriti. E’ così invitato a interrogarli: risponde Piccarda Donati, che egli ha conosciuto in vita, e che è ora trasfigurata dalla beatitudine. L’anima spiega che Dante è fra coloro che non hanno potuto adempiere ai  propri voti perché impediti dalla violenza esterna e che in Paradiso ognuno gode del posto che egli è assegnato, senza rammaricarsi di essere in un cielo inferiore piuttosto che in uno più alto. Poi, ricorda la propria vicenda: fattasi monaca, fu rapita dal convento da uomini malvagi (gli emissari del fratello Corso, capo dei Guelfi neri). Quindi, presenta uno spirito che ebbe una sorte simile alla sua Costanza d’Altavilla, madre di Federico II di Svevia, lei pure sottratta alla sua condizione di monaca. Inine, Piccarda si dilegua cantando l’Ave Maria. Dante si volge allora a Beatrice, che lo acceca con il proprio splendore.

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