venerdì 31 luglio 2015

Riassunto Canto Paradiso 14

Riassunto Canto Paradiso 14 – Dante e Beatrice sono ancora presso gli spiriti sapienti del quarto cielo del Paradiso. Non appena san Tommaso termina il suo discorso, con perfetta coordinazione inizia a parlare Beatrice, che esprime un altro dubbio di Dante: la uce che avvolge ‘anima dei beati resterà immutata? Quando riacquisteranno il loro corpo, essa non impedirà loro di vedere? I beati iniziano a intonare un triplice canto in lode della Trinità, mentre una voce, quella del re Salomone, umilmente inizia a parlare. Quando le anime si ricongiungeranno con i corpi, in occasione della resurrezione che seguirà al Giudizio finale, le persone dei beati risulteranno più perfette: per questo, avranno un grado maggiore di beatitudine e, dunque, emaneranno una luce ancora più intensa. Lo splendore della carne sarà più forte della luce irradiata, mentre gli organi corporei saranno potenziati per ricevere ogni sensazione di diletto. Un chiarone si diffonde in tutto il cielo attorno alle corone di beati e a Dante sembra di vedere nuove anime disporsi attorno a quelle degli spiriti sapienti. Il bagliore è tae ce il poeta non riesce a sopportarne la vista e si volge a guardare Beatrice. Poi, acquistata nuova forza, i suoi occhi si risollevano verso l’alto: Dante si vede trasportato nel cielo superiore.
Qui domina la luce colore del fuoco del pianeta Marte. A Dante appaiono due raggi, composti da stelle luminose, disposti a formare una croce dalle braccia di uguale misura. In essa balena l’immagine di Cristo. La memoria di Dante si offusca nel tentativo di ripetere, attraverso le parole quella visione, che egli considera la più bella ai vista fino a quel momento nel Paradiso.

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