mercoledì 29 luglio 2015

Riassunto Canto Purgatorio 10

Riassunto Canto Purgatorio 10 – Oltrepassata la soglia della porta del Purgatorio, Dante e Virgilio riprendono a salire u per la roccia scoscesa. Giunti a un piano, i due si arrestano per riposarsi. Dante si accorge che la parete del monte è di marmo scolpito: vi sono istoriati tre esempi di umiltà. Il primo è l’annunciazione dell’arcangelo Gabriele alla Vergine, che accettò la chiamata di Dio con spirito di sacrificio. Le figure sono talmente vive che sembrano quasi parlare. La seconda scena rappresenta il trasporto dell’arca della santa alleanza da Epata a Gerusalemme; insieme è raffigurato anche il momento dell’arrivo nella città santa, quando il re David, autore dei Salmi, prese a danzare per Dio, innalzando la propria grandezza spirituale. L’ultima sena ha per protagonista l’imperatore Traiano: in cammino con il suo esercito, egli venne fermato da una vedova in lacrime, che gli chiese di vendicare l’assassinio del proprio figlio. L’imperatore avrebbe risposto che lo avrebbe fatto al ritorno dalla battaglia; la donna gli chiese allora che cosa sarebbe successo  e lui non fosse tornato. Traiano promise che ci avrebbe pensato il suo successore. Piena di disperazione, la vedova lo incalzò chiedendogli a cosa valeva far compiere a un altro il bene che spettava a lui compiere. L’imperatore commosso, fermò l’esercito e vendicò la donna.
Mentre Dante ammira gli esempi di umiltà, giunge una schiera di anime che avanza lentamente: sono i superbi, schiacciati dai pesanti massi che hanno sulle spalle. Il canto si conclude con l’apostrofe che il poeta rivolge ai cristiani superbi, che, ciechi, non si accorgono di essere solo dei vermi in attesa di diventare le angeliche farfalle che volano verso la gloria di Dio.

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