venerdì 31 luglio 2015

Riassunto Canto Paradiso 16

Riassunto Canto Paradiso 16 – Dante e Beatrice si trovano ancora con Cacciaguida nel cielo di Marte In apertura di canto il poeta si rivolge alla nobiltà di sangue di cui gli uomini sulla terra si vantano, sebbene essa sia ben poca cosa. Lo stesso Dante in Paradiso ne ha fatto motivo di orgoglio; ma essa  come un mantello che si restringe con il tempo e i discendenti non provvedono ad allungarlo. Dante chiede quindi a Cacciaguida informazioni su di lui e sulla Firenze del suo tempo. L’avo risponde di essere nato nel 1091 e di aver vissuto nel quartiere fiorentino di porta San Piero. Per modestia, tace sulle origini dei suoi antenati. Quindi, spiega che gli uomini d’arme presenti in città erano allora circa un quinto della popolazione che Firenze ha all’epoca di Dante. Gli abitanti erano tutti di origine cittadina e nessuno proveniva dal contado. I conflitti tra la Chiesa e l’Impero avrebbero spinto molti di coloro che stavano nelle ampagne a trasferirsi in città. dove si sarebbero arricchiti con mezzi spregevoli. Così, la mescolanza di cittadini di provenienze e ceti diversi avrebbe causato la rovina di Firenze. Poi, Cacciaguida elenca i nomi di casate illustri, il cui ricordo si è perso: le famiglie, infatti, possono estinguersi, come le città. Infine, l’avo celebra l’antica Firenze, che viveva nella pace e senza alcuna divisione interna.

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