Riassunto Canto Paradiso 13 – Dante e Beatrice sono ancora nel quarto cielo tra gli spiriti sapienti.
Le due corone di beati cantano e danzano. Il poeta, chiedendo al lettore uno sforzo di immaginazione, la paragona alle quindici stelle del cielo boreale, unite alle stelle dell’Orsamaggiore e alle due dell’Ora minore a formare una costellazione (che in realtà non esiste) a fora di corona.
I beati si arrestano, lasciando che san Tommaso riprenda a parlare con Dante. Egli vuole chiarire al poeta il dubbio che ha letto nella ua mente: come è possibile che Salomone, nominato nel X canto, sia stato più sapiente di Adamo e di Cristo, tradizionalmente ritenuti gli uomini più saggi della terra?
Tutte le cose create, spiega, emanano da Dio e discendono poi nella materia dalla quale traspare più o meno la luce che l’impronta divina lacia in ogni cosa. e la creature risultano imperfette. Adamo e Gesù, creati direttamente da Dio, sono superiori a tutti gli altri esseri umani quanto a perfezione.
Salomone allora risulta il più sapiente non in quanto uomo a in quanto re. atto questo chiarimento, san Tommaso invita Dante a procedere con prudenza quando gli si presentano questioni non immediatamente chiare. Le opinioni formulate in maniera frettolosa spesso conducono all’errore: sia tra i pensatori pagani sia tranquilli cristiani furono molti coloro che sbagliarono su questioni delicate e importanti. Si dovrebbe essere cauti, continua san Tommaso, anche nel giudicare i comportamenti umani, senza basarsi sulle apparenze, perché il giudizio di Dio è imperscrutabile.
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