Riassunto Canto Purgatorio 2 – Dante e Virgilio si trovano ancora nella spiaggia dell’Antipurgatorio.
E’ l’alba, mentre nell’emisfero opposto, a Gerusalemme, il sole sta tramontando e sta per sopraggiungere la notte. Mentre i due poeti avanzano silenzio si appare all’orizzonte, sulla superficie del mare, una figura indistinta e luminosa che si muove velocissima: è l’angelo, che, su una barca piccola e leggera, trasporta le anime che dovranno espiare le loro colpe in Purgatorio. Virgilio e Dante si inginocchiano e abbassano lo sguardo. Le anime giungono sulla spiaggia intonando un inno religioso che ricorda la liberazione degli Ebrei dall’Egitto, narrata nel libro dell’Esodo. Il sole è ormai sorto. Allontanato l’angelo, le anime, incerte sul cammino da seguire, chiedono inutilmente indicazioni a Dante e Virgilio: neanche loro conoscono il luogo. Accorti che Dante è ancora vivo, le anime si affollano attorno a lui; una di esse gli si avvicina per abbracciarlo in segno d’amicizia. Anche Dante tendi abbracciare l’amico, enza riuscirci: le aime infatti, non hanno consistenza corporea. Si tratta di Casella, uscita e cantatore che, secondo quanto Dante lascia intendere, musicava le poesie degli amici. L’incontro tra i due è commosso e pieno di dolcezza: Dante chiede all’amo come mai egli sia giunto solo ora in Purgatorio, Casella spiega che, sebbene sia morto da tre mesi, è stato raccolto dall’angelo nocchiero alla foce del Tevere – dove le anime si radunano – solamente adesso. Dante allora prega l’amico di intonare per lui un canto, e Casella attacca Amor che la mente mi ragiona, canzone tratta dal Convivio. Dante, Virgilio e le altre anime rimangono rapite dalla bellezza di quel canto. Ma giunge Catone a rimproverare con fermezza gli indulgi delle anime, sollecitandole a intraprendere il loro cammino di purificazione. Così, tutti si allontanano rapidamente.
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