Riassunto Canto Paradiso 10 – Il canto si apre con una visione cosmica che parte dalla Trinità, dal cui amore ha origine l’intero universo. Dante invita il lettore a seguirlo verso le sfere celesti per ammirare l’opera di Dio: si ricordano, infatti, il moto del cielo stellato, in cui il piano corrisponde a quello dell’equatore terrestre, e quello dei cieli dei pianeti che girano invece su un piano inclinato. Se l’orbita dei pianeti non fosse inclinata rispetto al movimento del cielo delle stelle non si avrebbe l’alternarsi delle stagioni sulla terra da cui dipende il ciclo vitale.
Dante giunge, accompagnato da Beatrice, al ciclo del Sole senza accorgersi di esservi salito. Le luci dei beati sono ancora più splendenti di quella del Sole, al punto che Dante non trova parola per descrivere quello che vede con gli occhi. Beatrice invita il poeta a ringraziare Dio di averlo fatto ascendere fino a quel punto. Dante volge subito il suo amore verso il Creatore, al punto da dimenticare Beatrice stessa.
Le anime dei beati si dispongono il cerchio attorno al poeta e alla sua guida e, cantando, girano per tre volte. Poi, uno degli spiriti inizia a parlare: è san Tommaso D’aquino, il più grande filosofo cristiano del Medioevo e accanto a lui c’è il teologo Alberto Magno. Per soddisfare il desiderio di Dante di conoscere i beati di quel cielo, san Tommaso inizia a presentarglieli sono: Francesco Graziano, Pietro Lombardo, il re Salomone, Dionigi l’Areopagita, lo storico Paolo Orosio e il filosofo Boezio, il grammatico Isidoro di Siviglia, Beda il Venerabile, Riccardo di San Vittore, Sigieri di Barabante. San Tommaso a questo punto tace. E LA corona di beati riprende la sua danza e il suo dolcissimo canto.
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