mercoledì 29 luglio 2015
Riassunto Canto Purgatorio 5
Riassunto Canto Purgatorio 5 – Dante sta per allontanarsi dagli spiriti dei pigri, quando uno di essi si accorge che il suo corpo fa ombra; tutti, stupiti, si volgono a guardarlo. Ma Virgilio rimprovera il poeta; non perda tempo, non si distragga, continui sena esitazioni il percorso di purificazione. Così si imbattono in un’altra schiera di anime, che conta il Misere e che nuovamente si stupisce vedendo l’ombra di Dante. Una di esse si fa avanti per chiedere spiegazioni e Virgilio la informa della condizione di Dante e del loro viaggio. Rapidi come stelle cadenti o fulmini, gli spiriti raggiungono il poeta fiorentino, che, su invito di Virgilio, continua a camminare mentre essi parlano: furono uccisi, ma fecero in tempo a pentirsi dei loro peccati, e ora domandano se egli riconosce qualcuno di loro, così da portare notizie ai vivi. DANTE accondiscende alla loro richiesta, ma non vede volti noti. Allora, tre anime si rivolgono a lui per narrare la loro vicenda. I primo è Iacopo del Casero, ucciso per volere di Azzo VIII d’Este quando era nel territorio dei Padovani, da cui si illudeva di poter ottenere protezione. Il secondo è Buonconte di Montefeltro, che combattè a Campaldino fra i Ghibellini, in quella stessa battaglia dove Dante militava fra i Guelfi. Una volta morto, egli invocò la Madonna e il suo spirito fu affidato a un angelo; ma il demonio, indispettito del pentimento, volle vendicarsi scatenando una tempesta; il corpo di Iacopo, venne travolto e disperso da un torrente in piena. Infine, parla la senese Pia dei Tolomei, assassinata dal marito dopo le nozze: ea si raccomanda a Dante con parole cortesi e nobili.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento