martedì 28 luglio 2015

Riassunto Canto Inferno 20

Riassunto Canto Inferno 20 – Dante e Virgilio si trovano nella quarta bolgia dell’ottavo cerchio, dove sono puniti indovini, maghi e streghe In vita ebbero la presunzione di poter spingere lo sguardo avanti fino a prevedere il futuro, e per questo sono puniti con un atroce supplizio: hanno il viso rivoltato all’indietro e all’indietro camminano Lo spettacolo è tremendo e Dante comincia a piangere. Virgilio lo rimprovera aspramente: nell’Inferno la vera pietà consiste nell’essere spietati. Gli indovini si macchiarono in vita di un peccato d’orgoglio gravissimo ignorarono i limiti conoscitivi della natura umana, sostituendosi in tal modo al giudizio di Dio. Tra i dannati vi sono Anfiarao, uno dei re che assediò Tebe e che predisse la propria morte; Tiresia, l’indovino greco che mutò sesso; Arunte, che predisse la guerra civile tra Cesare e Pompeo al tempo della Roma repubblicana; Manto, figlia di Tiresia. Virgilio si sofferma su quest’ultima ad essa è legata, infatti, l’origine di Mantova, città natale del poeta. Manto, dopo aver a lungo vagato, si stabilì presso una palude disabitata, formata dal fiume Mincio. In seguito alla sua morte, quel sito venne colonizzato dagli uomini, perchè ben difeso dalle acque circostanti, e lì sorse Mantova, che trae il nome da quello dell’indovina.
Tera gli altri dannati ce Virgilio indica a Dante vi sono l’indovino greco  Euripilo, Michele Scotto, filoso, astrenomo e astrologo vissuto alla core di Federico II; Guido Bonatti, anch’egli astronomo e astrologo; Asdente, un calzolaio della Parma del Dueento, diventato indovino.

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