mercoledì 29 luglio 2015

Riassunto Canto Purgatorio 6

Riassunto Canto Purgatorio 6 – Dante si libera a fatica dalle anime che gli chiedono di ricordarle ai vivi, in modo che essi, con le loro preghiere, abbrevino e loro pene in Purgatorio. Fra esse, scorge Benincasa da Laterina, giudice aretino ucciso dal bandito Ghino di Tacco, il nobile Federigo Novello, il pisano Gano degli Scornigiani, figlio di Mazzucco, assassinato per volere del conte Ugolino, Pierre de la Brosse, ingiustamente impiccato per tradimento in seguito alle accuse di Maria di Brabante, regina di Francia. Alla fine, simile a un vincitore del gioco della zara, che con le sue promesse riesce a liberarsi della folla di postulanti raccoltasi intorno a lui, riprende il cammino. Ha però un dubbio: le preghiere possono avvero accelerare il cammino verso il Paradiso, oppure no, come lascia intendere un passo dell’Eneide? Lo chiede a Virgilio, che chiarisce il dubbio e lo rimanda a Beatrie, al cui nome Dante sente nuovo desiderio di affrettare il passo. I due poeti scorgono allora una nuova anima, fiera e in disparte, a cui chiedere da che parte procedere. Interrogata dal poeta latino, questa gli chiede prima chi sia e dove sia nato; e quando sente che è di Mantova, lo abbraccia con trasporto: anche lui, il poeta e uomo di corte Sordello, è di quella zona. Dante, in una lunga e vigorosa invettiva, contrappone allora al suo amore di patria la decadenza dell’Italia attuale, abbandonata dall’imperatore e in balia di lotte interne, dello strapotere della Chiesa, della confusione di leggi e costumi. In una prima apostrofe, egli invita Alberto I d’Augustria, colpevole di disinteresse, a venire nella penisola per vederne il disastro; in una seconda si rivolge a Firenze, sarcasticamente portata a esempio di questa drammatica crisi.

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