venerdì 31 luglio 2015

Riassunto Canto Paradiso 9

Riassunto Canto Paradiso 9 – Dante e Beatrice si trovano ancora nel cielo di Venere, tra gli spiriti amati. Carlo Martello conclude il suo discorso, si rivolge poi nuovamente a Dio, mentre il poeta depreca l’attaccamento degli uomini alle cose vane.
Un’altra anima si avvicina: Dante a invita a soddisfare il suo desiderio di conoscenza: lo spirito, allora, si presenta: è Cunizza a Roma (parte dell’attuale eneto) e sorella del sanguinario tiranno Ezzelino da Romano, punito all’Inferno nel girone dei violenti. In vita subì l’influsso del cielo di Venere, ma pentendosi seppe trasformare in beatitudine quella inclinazione peccaminosa all’amore. Cunizza presenta poi a Dante l’anima che le sta accanto lodandone la gloriosa fama lasciata sulla terra. Gli abitanti della Marca Trevigiana, invece, non si curano di lasciare un buon esempio. Così, profetizza la beata, Padova verrà sanguinosamente sconfitta a Venezia, il tiranno di Treviso verrà ucciso in una congiura, il vescovo di Feltre tradirà alcuni fuoriusciti erraresi. Cunizza pont co termine al suo discorso e Dante invita l’altra anima a parlare anticipando la sua domandata. Il beato si presenta: è il trovatore Folchetto di Marsiglia, che nel corso della sua vita arse di passione, ma adesso non ha alcun rimorso perché il Lete ha cancellato il ricordo del peccato e Dio ha disposto al bene l’inclinazione amorosa. Folchetto, rispondendo alla domanda che Dante non ha di fatto formulato, dice che l’anima che gli sta accanto è Raab, a prostituta biblica che accolse nella sua casa a Gerico i due esploratori inviti da Giosuè prima di attaccare la città.
La beata fu la prima anima ad essere assunta in quel cielo da Cristo, perché con il suo aiuto favo la buona riuscita della prima impresa gloriosa di Giosuè per riconquistare la Terra Santa, di cui adesso il papa non si ricorda più. I fiorini, coniati da Firenze, sono la causa del traviamento della massima autorità della Chiesa, che dovrebbe guidare le anime dei fedeli. Il Vangelo e i testi dei padri della Chiesa non sono più considerati: il papa e i cardinali non pensano agli insegnamenti di Gesù, ma solo alle ricchezze ai beni temporali Ma presto Roma e il Vaticano verranno liberati da questa profanazione.

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