mercoledì 29 luglio 2015

Riassunto Canto Purgatorio 19

Riassunto Canto Purgatorio 19 – E’ ll’ora prima dell’alba. Dante, ancora addormentato, sogna una donna balbuziente, storpia, pallida e con le mani deformi. Nel sogno egli la guarda senza accorgersi dei suoi difetti fisici: la donna risponde ai suoi sguardo parlando e cantando: dice di essere una sirena che trattiene e seduce i marinai in mezzo al are. Giunge un’altra donna, dell’aspetto santo, a richiamare l’attenzione di Virgilo: ella, stracciando le vesti della femmina balbuziente, ne mostra finalmente l’orrido aspetto. A questo punt Dante si sveglia. Il soleè alto nel cielo. Una angelo indica ai due poeti il varco per la quinta cornice; scuotendo leggermente le ali, emana un leggero soffio e proclama la beatitudine dedicata a coloro che piangono.
Lasciato l’angelo, Dante ripensa al suo sogno. Virgilio gli spiega che l’incantatrice apparsagli rappresenta la seduzione che i beni terreni esercitano sull’uomo. Incoraggiato dalla sua guida, Dante riprende a camminare rapidamente. I due giungono alla quinta cornice: le anime, giacendo bocconi per terra, piangono e pronunciano un versetto dei Salmi che inizia con le parole Adhaesil pavimento.
Virgilio chiede indicazioni sul percorso e uno dei penitenti risponde dicendo loro di tenere sempre la destra. Dante gli chiede di presentarsi. E’ Adriano V, papa nel 1276, per poco più di un mese. Desideroso di glorie e potere, egli si rese conto tardi del suo peccato e della falsità dei beni terreni. Come in vita gli avari ebbero gli occhi fissi sulle cose mondane, così ora essi hanno il volto fisso a terra: come da vivi non operarono bene così adesso hanno mani e piedi legati. Colpito da queste parole Dante fa per inginocchiarsi. Adriano lo ferma: tutti sono ugualmente servi di Dio nell’aldilà, dove non esistono gerarchie o differenze sociali. Infine, il papa dice a Dante di andar via per lasciarlo piangere, e di chiedere a sua nipote Alagia di pregare per lui.

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