lunedì 27 luglio 2015

Il Viaggio di Dante

Il Viaggio di Dante – Il Viaggio di Dante inizia prima dell’alba del giorno 8 Aprile 1300, venerdì santo, e si conclude il 13 Aprile. Accompagna il poeta nella discesa agli inferi e poi fino sulla vetta della montagna del Purgatorio il latino di Virgilio, autore dell’Eneide, che qui è anche figura della ragione umana.
Il nostro pianeta è concepito come un corpo sferico diviso in due parti: l’emisfero delle acque e quello delle terre emerse, dove si trovavano tutte le zone abitabili dall’uomo. Al centro dell’emisfero delle terre sorge la città di Gerusalemme e nei suoi pressi si trova l’accesso all’Inferno. Questo è immaginato come un’enorme voragine a forma di cono rovesciato con il vertice al centro del pianeta. Le sue pareti, per lo più rocciose, si restringono verso il basso formano nove gradoni di dimensioni irregolari (oltre  una zona preliminare detta Antinferno); che per la loro forma Dante chiama cerchi o gironi, destinati ad accogliere i dannati secondo i peccati da loro commessi.
Le pene vengono attribuite in virtù della legge del contrappasso che stabilisce una relazione con il tipo di peccato o per analogia o per opposizione. Come spiega Virgilio nell’XI canto, la classificazione dei peccati è ispirata all’Etica Nicochea di Aristotele. Il primo cerchio, o Limbo, riunisce le anime dei bambini morti senza essere stati battezzati e dei grandi uomini del mondo pagano. Non patiscono alcuna pena fisica, ma è loro preclusa la vista di Dio. I cerchi che vanno dal secondo al quinto sono destinati agli incontinenti, coloro cioè che non hanno saputo dominare i loro istinti (lussuriosi, golosi, avari e prodighi, iracondi e accidiosi). Al confine con il sesto cerchio, si trovano la palude Stigia e, presidiate da chiedere di diavoli, le mura della città di Dite: esse cingono gli ultimi quattro gironi. Nel sesto si trovano gli eretici, nel settimo i violenti, nell’ottavo i fraudolenti (cioè coloro che hanno usato l’inganno), nel nono i traditori. L’ottavo cerchio è il più complesso: si divide in dieci bolge, cioè sacche (da qui il nome Malebolge), fssati nella roccia riservati rispettivamente a seduttori, adulatori, simoniaci, indovini, barattieri, ipocriti, ladri, consiglieri fraudolenti, seminatori di discordie, falsari. Dopo l’ottavo cerchio si trova il pozzo dei giganti, che si ergono come torri. Il nono e ultimo cerchio, interamente ghiacciato, corrisponde al fondo dell’Inferno ed è suddiviso in quattro zone: Caina, in cui sono puniti i traditori dei parenti, gli ospiti, Giudecca, in cui sono i traditori dei benefattori. Qui, conficcato nel ghiaccio del lago Cocito, sta Lucifero, che ha tre volti e maciulla continuamente nelle sue tre bocche Giuda, traditore di Cristo, fondatore della Chiesa, Bruto e Gassio, traditori di Giulio Cesare, fondatore dell’Impero. E’ questo il centro della terra, duque il luogo più lontano da Dio. Uno stretto cunicolo, la natural burella, permette di uscire dall’Inferno e di raggiungere il Purgatorio.

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