Cos’è il Peccato – Cos’è il Peccato e la definizione di Peccato
Il concetto di peccato è strettamente connesso a quelli di male e di colpa. Originariamente, nelle religioni arcaniche, il peccato ora concepito come una sorta di forza o addirittura di materia impura che si diffondeva tra gli individui di una comunità della quale occorreva purificarsi attraverso riti specifici. Questa impurità si manifestava attraverso l’infrazione di tabù che speso avevano a che fare con la sessualità. Nel momento in cui si sviluppa il concetto di fede, il peccato viene messo in relazione direttamente con la divinità; esso diventa una forma di negligenza o di trasgressione consumata ai danni degli dei, che richiede il castigo e l’esplazione solo in una fase succcessiva, con lo sviluppo della moneta religiosa, sono considerati peccati anche quelle azioni delittuose commesse da un uomo ai danni di un altro uomo, e non più esclusivamente ai danni della divinità.
Nella religione greca antica non esiste un concetto vero e proprio di peccato, così come non esiste un’idea di fede religiosa. None ssendo fondata su un insieme di verità rivelate, la religione greca presupponeva l’osservanza di pratiche e riti. Più che peccatori, coloro che non osservano tali riti erano definiti empi. In un sistema simile dunque, erano centrali le nozioni di purità e impurità, che vanno intese non in senso morale ma in senso materiale e sociale. Affini alla nozione d peccato sono, invece, i concetti di hybris e d amatia. Il primo va inteso come oltrepassamento di un limite stabilito; il secondo significa invece errore.
Si tratta di due nozioni centrali nella tragedia greco.
Un altro aspetto significativo presente nell’Antico Testamento, che è divenuto fondante per il cristianesimo, è l’universalizzazione del concetto di peccato: l’umanità vive in una perenne condizione di peccato, dominata da una sorta di disposizione innata al male.
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