Il recesso legale – Cos’è il recesso legale
Il recesso legale, ammesso normalmente per i contratti continuativi, consiste nel potere riconosciuto dalla legge a un contraente di sciogliersi dal vincolo contrattuale, in alcuni casi in modo assoluto, in altri casi in dipendenza di determinare condizioni. Pensiamo, ad esempio, al contratto di lavoro subordinato: il lavoratore dipendente ha il dritto di recedere dal contratto (cioè di licenziarsi) per qualsiasi ragione, con il solo onere di comunicarlo con un certo preavviso al datore di lavoro.
Il termine di preavviso è diverso a seconda della tipologia contrattuale di lavoro, ma opera in ogni caso nel senso che, non viene rispettato, il recesso è comunque valido, ma il lavoratore perde il diritto alla retribuzione per il tempo del mancato preavviso.Un particolare diritto di recesso è riconosciuto dalla legge in relazione ai contratti di fornitura di beni fuori dai locali commerciali, quali le televendite, le vendite porta a porta e le vendite tramite internet. Esso stabilisce che il consumatore può esercitare il diritto di recesso dandone comunicazione scrittura alla controparte, a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno, entro dieci giorni da quando ha sottoscritto l’ordine ha o ha ricevuto il bene.
Il recesso convenzionale può invece operare quando siano stati gli stessi contraenti, al momento di concludere il contratto,a concordare che uno i essi abbia la facoltà di recedere unilateralmente dal contratto.
Se viene prevista la facoltà di recesso, questa, per risultare efficace, deve essere esercitata finché il contratto non abbia avuto n principio di esecuzione, a meno che si tratti di contratti di durata.
Nessun commento:
Posta un commento