martedì 28 luglio 2015

Riassunto Canto Inferno 23

Riassunto Canto Inferno 23 – Lasciati i dieci Malebolge, Dante e Virgilio proseguono da soli il loro cammino. Dante è preoccupato; eme una rappresaglia dei diavoli, ingannati e scherniti da Ciampopolo di Navarra. I diavoli si avvicinano e sono ormai quasi alle spalle dei due poeti: Virgilio trascina Dante giù per la parete rocciosa che conduce alla sesta bolgia traendolo in salvo.  Sebbene la schiera di Malebranche li sovrasti, i due poeti hanno ormai oltrepassato il lite della quinta bolgia, che i diavoli non possono superare.
Nella sesta bolgia dell’ottavo cerchio sono puniti gli ipocriti. Il loro castigo è singolare: essi camminano molto lentamente in circolo, indossando una pesantissima cappa di piombo, rivestita d’oro all’esterno, di foggia simile a quella monastica. Uno dei dannati, sentendo Dante e Virgilio parlare, li implora di aspettarselo. Dante si ferma e scorge due anime che si dirigono nella sua direzione. Si tratta di due frati godenti aderenti alla Confraternita dei Cavalieri di santa Maria, fondata a Bologna nel 1261 con la funzione di sanare i contrasti politici e difendere i deboli: in breve tempo gli aderenti alla confraternita si abbandonarono agli agi ondani dimenticando la missione che si erano prefissati. Nel frattempo Dante scorge un dannato crocifisso a terra con tre pali: è Caifa, il sommo sacerdote del tempio di Gerusalemme che chiese la condanna a morte di Cristo. Insieme a lui si trovano il suo suocero Anna e gli altri Farisci membri del Sinedrio, che praticavano una strettissima osservanza dei precetti della religione ebraica, ma non furono capaci di riconoscere il Messia.
Infine Virgilio scopre che il ponte di passaggio alla settima bolgia  crollato: i diavoli, che avevano garantito che si poteva procedere di là, lo hanno ingannato.

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