lunedì 20 luglio 2015

Il monopolio assoluto

Il monopolio assoluto – Cos’è il monopolio assoluto
Un’altra forma di mercato pura, raramente presente nella realtà economica, è il monopolio assoluto caratterizzato dalla presenza di una sola grande impresa in grado di influire sulle condizioni di mercato e di determinare il prezzo della merce.
Per avere monopolio assoluto non occorre solo che l’offerta sia concentrata tutta in una sola impresa, ma anche che non sia data in alcun modo la possibilità ad altre imprese di entrare nel mercato. La domanda è suddivisa tra un numero elevato di soggetti tra di loro concorrenti e indipendenti.
Il bene offerto, inoltre, deve essere unico e senza surrogati, giacché la possibilità di sostituire il bene in monopolio con altri beni simili, ridurrebbe notevolmente il potere dell’impresa. Questa forma di mercato presenta scarse possibilità di applicazione pratica e, al pari della concorrenza perfetta, appare come un modello puramente teorico.
Il monopolio può essere originato dalla proprietà esclusiva di una determinata risorsa, ad esempio dalla sorgente di una particolare acqua minerale effervescente (monopolio naturale) oppure dalla titolarità di un brevetto o di una concessione amministrativa in esclusiva (monopolio legale), oppure essere l’esito finale della concorrenza tra imprese che ha portato all’affermarsi di un’unic azienda i cui enormi volumi di produzione raggiunti permettono di trarre vantaggio dalle economie di scala a tal punto da produrre a costi insostenibili per ogni altra impresa concorrente (monopolio di fatto).
Si usa distinguere tra monopolio privato, in cui l’unica impresa produttrice è privata, e monopolio pubblico, quando è lo Stato ad assumere il ruolo di monopolista.
Il monopolio pubblico può essere di due tipi:
fiscale; lo Stato si riserva in esclusiva la produzione dii un bene o di un servizio allo scopo di realizzare un’entrata fiscale imponendo tariffe assai superiori rispetto ai costi di produzione;
sociale; ha lo scopo di assicurare alla popolazione beni e servizi ritenuti di primaria importanza a prezzi e condizioni favorevoli, sottraendoli al potere contrattuale dei privati; in tal caso lo Stato produce a tariffe inferiori rispetto ai costi di produzione, coprendo le perdite con il prelievo fiscale.

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