Il marginalismo – Cos’è il marginalismo
Il comportamento del consumatore è stato studiato principalmente dalla scuola economica marginalista i fine Ottocento che, utilizzando un ragionamento di tipo deduttivo e strumenti matematici e grafici, giunse a conclusioni ancora oggi accettate, almeno nei principi generali.
Occorre tuttavia avvertire che questa teoria del consumo presenta un elevato grado di approssimazione in quanto si fonda su un modello piuttosto semplificato della realtà.
In primo luogo c’è una completa identificazione del soggetto acquirente con il consumatore, mentre anche le prime domandano beni e servizi, non per soddisfare esigenze di consumo ma per impiegargli nella produzione.
Inoltre l’analisi marginalista è di tipo microeconomico, vale a dire studia esclusivamente il comportamento del singolo agente e non il fenomeno del consumo nel suo complesso, ritenendo che il fenomeno generale altro non sia che la semplice somma dei singoli comportamenti individuali.
Infine, essa parte dal presupposto che il consumatore, nel suo agire, sia mosso esclusivamente da esigenze razionali e utilitaristiche, cercando di ottenere il massimo risultato impiegato il minimo di risorse, ovvero la massima soddisfazione con i mezzi di cui dispone (questo è il principio del tornaconto), spinto unicamente dal fino egoistico di trarne un vantaggio personale (questo è il principio edonistico).
In tal modo si declina una figura di consumatore dai comportamenti immutabili e prevedibili che non corrisponde a quella reale in cu le motivazioni all’acquisto spesso sono influenzate da ragioni squisitamente soggettive ed emotive (per esempio l’incidenza della moda, della pubblicità o al significato che alcuni acquisti possono assumere in certi contesti storici e sociali). Come accade,a d esempio, per l’acquisto dei cosiddetti status symbol; beni acquistati con l’unico intento di voler contrassegnare l’appartenenza dell’acquirente al’interno di un ceto sociale.
I marginalisti traggono questa pretesa obiettività dei risultati dalla convinzione che il loro metodo sia scientifico e che le leggi scoperte siano certe e sempre verificabili.
Nella loro visione l’economia è una scienza esatta e come tale non può essere influenzata dalle situazioni contingenti.
Nonostante questi limiti, la teoria dei marginalisti ha il pregio di avere per la prima volta affrontato con metodo di stampo scientifico il problema del consumo, e di aver enunciato leggi che, nei loro principi fondamentali, riescono ancora oggi a fornire alcune spiegazioni importanti.
Nessun commento:
Posta un commento