I costi fissi e i costi variabili – Cosa sono i costi fissi e i costi variabili
I costi fissi (abbreviati con CF) sono quelli che non variano al variare della quantità prodotta.
Sono tali, ad esempio, i costi per l’assicurazione, i canoni di affitto, gli interessi pagati alle banche per i finanziamenti concessi, le quote di ammortamento dei macchinari, etc.
Una particolare attenzione va dedicata alle quote di ammortamento. Gli impianti, i macchinari, gli automezzi, e in genere tutti i fattori produttivi utilizzati più volte nel ciclo produttivo (cosiddetti fissi), non durano in eterno, ma devono essere sostituiti dopo un determinato periodo di tempo. Gli impianti e i macchinari invecchiano sia fisicamente, a causa del prolungato utilizzo che ne determina il logoramento fino alla rottura, sia economicamente, in conseguenza dei progressi della tecnologia che li rende obsoleti, e quindi inadeguati agli standard produttivi del momento. Così, ad esempio, una tipografia non potrebbe pi fare ricorso ai vecchi macchinari di una volta con i caratteri mobili in piombo capaci di stampare un numero limitato di copie con grande dispendio di manodopera e di manutenzione, ma per soddisfare le esigenze della clientela e rimanere al passo con i tempi, dovrà sostituirli con i più moderni ed efficaci sistemi di stampa digitale.
I costi fissi sussistono anche nell’ipotesi che l’impresa non produca niente , comunque, rimangono insensibili al variare della quantità prodotta.
La oro incidenza sul costo di ogni singola unità prodotta varia però notevolmente con l’aumentare della produzione. Se i costi fissi di un’impresa che produce biciclette sono di 50.000 euro l’anno, e l’impresa in un anno produce una bicicletta, tutto il costo fisso dovrà essere sopportato da quel’unico pezzo che, per rispetto del criterio di economicità, dovrà essere venduto sul mercato a un prezzo non inferiore a 50.000 euro.
I costi variabili variano in funzione della quantità prodotta.
Sono variabili i costi per le materie prime, per l’energia e per la manodopera.
Esempio: un’impresa deve sopportare i costi di gelati per i coni, lo zucchero, l’energia elettrica: essi dipendono direttamente dalla quantità di gelati prodotti. Tuttavia, le spese per l’acquisto di questi fattori produttivi non aumentano in maniera uniforme. Quando la produzione pari a zero essi sono nulli. Nella fase iniziale della produzione aumentano piuttosto lentamente, con incrementi meno che proporzionali, quindi sempre più rapidamente, sino al punto di subire incrementi elevatissimi anche al minimo aumento produttivo.
La spiegazione di questo fenomeno risiede in quelle che l’economista Marshall definiva economie internet. In pratica accade che, a bassi livelli di produzione, i fattori variabili si combinino meglio con gli impianti esistenti e, di conseguenza, si verifichino minori sprechi, pochi guasti, rari incidenti; quando invece gli impianti vengono sfruttati più intensamente, gli incidenti si susseguono con ritmo crescente, a manutenzione delle strutture si fa più onerosa, la quantità di materie prime che reperisce o viene sprecata aumenta, e tutto ciò determina un’espansione dei costi variabili.
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