martedì 28 luglio 2015

Riassunto Canto Inferno 11

Riassunto Canto Inferno 11 – Dopo una breve sosta nei pressi della tomba in cui si trova Anastasio II, papa dal 496 al 498 colpevole di aver ammesso alla comunione l’eretico Fotino, Virgilio spiega l’ordinamento dell’Inferno, in relazione ai peccati di violenza puniti di lì in poi.
Il settimo cerchio è diviso in tre gironi e comprende i violenti contro il prossimo, i violenti contro se stessi, i violenti contro Dio, contro la natura, figlia di Dio e contro l’arte, figlia della natura. Nel primo girone si trovano gli omicidi e i predoni: nel secondo i suicidi e gli scialacquatori; nel terzo i bestemmiatori, i sodomiti e gli usurai. La fronte, invece, può essere rivolte contro chi non si fida o contro chi si fida in virtù di legami quali la parentela, la patria, l’ospitalità. Per questo motivo i peccato di frode verso chi non si fida, puniti nell’ottavo cerchio, sono distinti da quelli più gravi di tradimento, puniti nel nono ed ultimo cerchio. I primi cinque cerchi dell’Inferno, invece, sono posti al di fuori della città di Dite. In essi sono puniti i peccati di incontinenza, a dire di eccesso nei sentimenti e nelle passioni: si tratta di peccati che offendono meno Dio, e dunque sono puniti meno duramente rispetto a quelli di violenza e di frode, che hanno come fine consapevole l’ingiuria.
L’usura, spiega ancora Virgilio è un’offesa contro Dio, perché gli usurai operano contro il lavoro degli uomini. Dante lo definisce arte, che, essendo un’imitazione della natura, discende direttamente da Dio. Il disprezzo della natura e dell’arte, entro cui sono comprese tutte le attività umane, spinge gli usurai a sfruttare la rendita del denaro invece di impegnarsi nel lavoro.

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