L’economia capitalistica – Cos’è l’economia capitalistica
La rivoluzione industriale ha attraversato nel corso degli anni svariate fasi di sviluppo che hanno trasformato l’economia capitalistica fino a darle la fisionomia tipica dei giorni nostri.
La prima fase è quella iniziale, realizzarsi in principio in Inghilterra e caratterizzata, come detto, da una diffusa meccanizzazione di vari settori industriali, specialmente quello tessile, e ha un crescente sviluppo dei trasporti che potevano contare su un miglioramento delle vie e dei mezzi di comunicazione. In questa prima fase le industrie erano ancora di dimensioni contenute.
Verso la metà del 1800 inizia la seconda fase della rivoluzione in cui si affermano i grandi sviluppi industriali e nascono le potenti famiglie del capitalismo industriale.
La terza fase, denominata seconda rivoluzione industriale, risale al periodo finale del XIX secolo ed è originata dall’impiego di nuove fonti energetiche, l’elettricità e il petrolio. Grazie alla scoperta e al perfezionamento del motore a scoppio, estremamente utile e vantaggioso nel processo produttivo, ha inizio lo sfruttamento e l’importazione del petrolio utilizzato come carburante anche nelle centrali termoelettriche per la produzione di energia.
La quarta fase, conosciuta come la terza rivoluzione industriale, ha inizio dopo la seconda guerra mondiale ed è tuttora in atto sebbene soltanto nei Paesi più avanzati. Essa è caratterizzata dall’utilizzo dell’energia nucleare, dall’impiego dei robot nei processi produttivi, dalla diffusione dell’informatica e di internet.
La rivoluzione tecnologica ha favorito il decentramento delle lavorazioni industriali e ha consentito il rapido scambio delle informazioni e dei capitali tra parti opposte del pianeta, finendo per trasformare il mondo in una sorta di villaggio globale.
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